Apollo e Dafne reloaded è una scultura ambientale stampata 3D in PLA (amido di mais), opera principale della mostra Cosmogonie di Mario Coppola a cura di Angela Tecce presso il Plart di Napoli (14 ottobre 2017 – 9 gennaio 2018). In seguito l’opera è entrata a far parte della collezione permanente del museo.

L’opera è il frutto della scansione 3D, rielaborata in digitale, di una tersicorea e di elementi arborei. Dafne, alta circa 4m e composta da 64 conci uniti tramite un incastro appositamente modellato, è sola, spaventata, in fuga dal visitatore, e tenta di fondersi con la volta del museo divenendo involucro spaziale, architettura. Il corpo tagliente, marziale, eppure sensuale e delicato, ricorda contemporaneamente una donna, una macchina e un organismo vegetale.

Dimensioni: 370 x 160 x 120 cm

Dal comunicato stampa di Cosmogonie:

La mostra Cosmogonie è stata concepita intorno all’opera Apollo e Dafne reloaded, monumentale installazione site-specific plasmata in fluida continuità con le volte della Fondazione Plart, con una serie di sculture e rilievi di grande formato realizzati proprio per l’occasione. Ispirate alle teorie della complessità, le opere si configurano come luogo in cui prende forma l’inestricabile intreccio tra uomo, natura e macchina; non a caso, gli oggetti in mostra emergono dalle pareti o dal pavimento alla conquista dello spazio, frutto di una sensibilità colma di reminiscenze dell’arte antica e moderna, da Bernini a Moore, da Michelangelo a Boccioni. […] Con i lavori di Mario Coppola, il Plart ci avvicina ancora una volta al mondo delle plastiche d’autore, per mostrarci come le dimensioni dello spazio, del corpo e dell’esperienza ricostruiscono un universo multiforme che diviene manifesto del nostro tempo. Se infatti l’ecosistema è insieme fonte di vita e dimora dell’uomo, pur senza mai rinnegare le conquiste della tecnica, è solo in simbiosi con esso che può rendersi possibile ogni attività antropica.

Fotografie di Giovanni Scotti ©